Storia della colomba pasquale

Storia Della Colomba Pasquale

A differenza di alcuni dolci, nati per determinate occasioni ma che ormai possono trovarsi in pasticceria tutto l’anno, il panettone si fa desiderare, ripresentandosi sulle nostre tavole solo nel periodo natalizio.

Bella osservazione, peccato che il titolo di questo articolo prometta la biografia della colomba pasquale

Nessun lapsus, i due dolci sono collegati tra loro e oggi lo spiegheremo nel dettaglio.

 

Colomba pasquale: origini

 

Sarà per la ricetta, che non prevede l’uvetta – anche se alcuni pasticcieri la mettono -, sarà per la forma, che riporta a un uccello che per tradizione è semplice, umile, sarà per l’aspetto non presuntuoso, che non si staglia verso l’alto come il panettone, ma la storia della colomba pasquale si immagina molto semplice. E in effetti è così. Quasi al limite del deludente, ma solo se la si considera in maniera superficiale.

Non è frutto dell’errore di un cuoco, non è stata ragionata con cura per vincere un concorso. È nata dall’ idea di un pubblicitario. E non un pubblicitario qualsiasi. La colomba di Pasqua ha un genitore illustre. Si tratta di quel Dino Villani che ha fatto la storia della pubblicità in Italia. Quello che inventò il concorso “5000 lire per un sorriso”, che poi divenne Miss Italia, del quale tra l’altro diresse anche le prime edizioni -sì, prima lui di Mirigliani -. Lo stesso che ufficializzò come festa degli innamorati il giorno di San Valentino, il 14 febbraio. Altro che roba deludente. Chi ha inventato la colomba pasquale sapeva il fatto suo.

Villani ebbe quella che potremmo definire “un’idea di riciclo”. Nella Milano degli anni ’30, infatti, egli pensò di dare una seconda possibilità all’impasto e ai macchinari del panettone, rimettendone in moto la produzione e riproponendoli a Pasqua con un nome differente. Uguali gli ingredienti base, uguale la lavorazione, qualche piccola variante, come una gustosa glassa alle mandorle in superficie, e stampi a forma di colomba. Se il Natale aveva il suo dolce tipico ecco accontentato anche il periodo di Pasqua con un gusto già apprezzato dagli italiani. Una ricetta quasi forzata, ma che ebbe successo. Del resto, cavallo vincente non si cambia.

 

Origine colomba pasquale: leggende

 

Bagaglio storico meno lungo e documentato rispetto all’amico panettone, ma anche la colomba di Pasqua è riuscita a mettere in curriculum ben tre leggende che ne narrano le origini, tutte ambientate nell’itala settentrionale.

La prima risale al 572, quando il re longobardo Alboino conquistò Pavia dopo un lungo assedio ed era seriamente intenzionato a raderla al suolo. Fu la dolcezza di un soffice dolce a forma di colomba che convinse il sovrano a cambiare idea e a salvare gli abitanti. Un classico, dunque, per questa prima narrazione: la bontà di un cibo che può trasformarsi in bontà d’animo.

La seconda leggenda della colomba pasquale vede l’abate irlandese Colombano – il nome si commenta a solo – in visita a Pavia nel 612. Colombano fu invitato a pranzo dalla regina Teodolinda, sovrana longobarda, che mise davanti al monaco e al suo seguito un pranzo succulento. L’uomo, però, non poteva onorare quella tavola in periodo di quaresima. L’incidente diplomatico era dietro l’angolo. Colombano benedisse la selvaggina con un gesto della mano destra e questa miracolosamente si trasformò in bianchissime colombe dolci di pane.

La terza leggenda si ricollega alla battaglia di Legnano, nel 1176, in cui i rappresentanti della lega sconfissero Federico Barbarossa. Si racconta che un condottiero del carroccio vide posarsi due colombe sulle insegne della lega: prese questo come un incoraggiamento e fece preparare dei pani dolci, a forma di colomba, per infondere coraggio agli uomini che poi vinsero la battaglia.

Colomba di Pasqua, una storia lunga quanto il panettone

 

Qualche volta le leggende ci fanno sorridere. Stavolta forse più di altre perché l’origine della colomba pasquale ha contorni nettissimi. È vero pure che si parte dall’impasto del panettone, e quando ci siamo occupati dell’origine del panettone siamo andati molto lontano nel tempo. Varie prove storiche lo confermavano come un pasto antichissimo che negli ultimi secoli aveva assunto le caratteristiche precise che ha oggi. In un certo senso, dunque, la colomba stessa non si può ridurre a un prodotto di marketing, a un modo per gestire in maniera capillare l’economia di un’azienda. Quelle storie antiche che raccontano del panettone sono in fondo le stesse per questo dolce di Pasqua, e hanno qualche fondo di verità.

Natale con i tuoi e Pasqua pure. Non è una battuta originalissima, ma oggi più che mai è vera. In questo momento è impensabile andare in giro per scampagnate, gite fuori porta. Una bella fetta di colomba pasquale artigianale, però, sarà un modo piacevole per concludere un buon pranzetto. E poi bocca chiusa fino… alla prova costume? O al prossimo dolce…

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