Castagnole di Carnevale

La Ricetta Delle Castagnole

Se c’è una cosa che in cucina mette d’accordo un po’ tutti sono i fritti. E qui scatta il motto secondo cui “fritto è buono anche uno stivale” – o ciabatta, o suola di scarpa, varianti molteplici come quelle dei dolci -. Che poi, che immagini disgustose abbiamo tramandato, nessuno mangerebbe una scarpa, nemmeno fritta.

Che dire invece di una piccola, calda valanga di piccole castagnole, morbide dentro e croccanti fuori?… Oggi ve ne regaliamo, generosamente, una ricetta, ma facciamo ben presente che Pasticceria Max ne sta preparando a propulsione, e con i suoi piccoli trucchi segreti: una visita veloce può essere una buona idea, anche semplicemente per scoprire chi le fa meglio…

Castagnole: alcune fonti storiche

Il nome delle castagnole, protagoniste del Carnevale assieme alle   frappe, deriva dalla loro forma, tondetta, simile a quella di una castagna. Sembra che queste pallottoline fritte siano tipiche dell’Emilia Romagna anche se diffusissime in numerose regioni come il Lazio, la Campania, il Veneto, le Marche.

I primi testi che riportano la ricetta delle castagnole risalgono al ‘600. Radici dunque non lontanissime, o comunque non come ci siamo abituati con altre preparazioni che a volte quasi venivano realizzate già nelle caverne. Secondo alcune fonti in passato le castagnole venivano consumate anche in occasione dei banchetti di nozze. Di particolare interesse è un documento del ‘700, contenuto nell’ archivio di stato di Viterbo, che ne presenta ben quattro ricette. Tra queste c’è la versione delle castagnole al forno: una particolarità degna di nota, non fosse stata rinvenuta avremmo pensato a una variante moderna, dettata dalle mode salutiste dei nostri giorni.

Così come capita per le frappe, le castagnole vengono chiamate anche in altri modi: tortelli, solo per fare qualche esempio, o zeppole – di cui tra l’altro parleremo nel prossimo articolo -. Si tratta di mari che però è meglio non navigare: finiremmo per perderci tra la tanta confusione. È andata così: noi le chiamiamo castagnole, l’eventuale nome originale si perde e mescola con altri nomi e altre preparazioni.

Ricetta delle castagnole

Lavorare 2 uova con 100 grammi di zucchero, poi aggiungere 80 brammi di burro e il liquore che abbiamo scelto per aromatizzare le nostre castagnole. Aggiungere 400 grammi di farina, mezza bustina di lievito per dolci e un pizzico di sale. Formare della palline con l’impasto, possibilmente tutte di uguale misura, e poi tuffarle nell’olio. Ricordiamo che per una buona frittura l’olio non deve essere freddo né troppo bollente: difficile stabilire quale dei due errori dia esiti più disastrosi.

Friggere pochi pezzi per volta, tenendoli d’occhio, rigirandoli fino a quando diventano ben dorati. Un consiglio: quando abbiamo consumato metà dell’impasto è bene sostituire l’olio. Adagiare le castagnole su carta per fritti. Dopo qualche minuto – non devono essere bollenti – passarle nello zucchero semolato. Anche questa va cambiato almeno una volta: potrebbe impregnarsi troppo di olio. È vero che c’è chi spolvera le castagnole con lo zucchero a velo, ma noi lo sconsigliamo: tende a scomparire e non conferisce loro abbastanza dolcezza. Lo zucchero semolato, inoltre, contribuisce inoltre a mantenere umido il dolcetto.

Buonissime ancora calde, come la maggior parte dei fritti, le castagnole si possono però consumare anche fredde e si mantengono bene fino a due giorni. Questa ricetta vi permetterà di prepararne una bella manciata, sufficiente per soddisfare circa 6 persone.

Ricetta castagnole: varianti e consigli

Così come abbiamo detto per il nome, intestardirsi nella ricerca di una ricetta ufficiale delle castagnole rappresenterebbe soltanto una perdita di tempo: la varietà del modo in cui queste piccole prelibatezze si preparano ci sembra una ricchezza più che un limite.

Accanto alla versione vuota, ad esempio, già golosissima, non mancano le castagnole ripiene, di solito con crema pasticciera o al cioccolato, preparate in diverse regioni. Può variare anche la forma, che talvolta è meno tondetta, più allungata. Qualche volta le castagnole vengono confuse con le frittelle: in realtà, benché morbido, il loro interno è più compatto di una frittella perché l’impasto non contiene latte.

Le castagnole vengono solitamente aromatizzate con liquore all’anice ma vanno bene altri liquori come rum oppure del succo d’arancia. Allo stesso modo lo zucchero che avvolge la superficie si può arricchire con un po’ cannella. Infine, sebbene oggi faccia torcere un po’ il naso, nulla impedisce di friggerle nello strutto, come avveniva in passato.

 

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